La rivendicazione dell'attentato ad Adinolfi
La "Federazione Anarchica Informale, cellula Olga" ha rivendicato l'attentato all'ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, con un documento di varie pagine recapitato per posta ordinaria alla redazione di Milano del Corriere della Sera. Stando ai primi accertamenti, il volantino è stato spedito da Genova il 7 maggio, giorno dell'attentato. "Abbiamo azzoppato Roberto Adinolfi, uno dei tanti stregoni dell'atomo", è uno dei passaggi del testo che annovera il dirigente "tra i maggiori responsabili insieme a Scajola del rientro del nucleare in Italia". Leggi Il germe armato e gli anticorpi
23 AGO 20

La "Federazione Anarchica Informale, cellula Olga" ha rivendicato l'attentato all'ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, con un documento di varie pagine recapitato per posta ordinaria alla redazione di Milano del Corriere della Sera. Stando ai primi accertamenti, il volantino è stato spedito da Genova il 7 maggio, giorno dell'attentato. "Abbiamo azzoppato Roberto Adinolfi, uno dei tanti stregoni dell'atomo", è uno dei passaggi del testo che annovera il dirigente "tra i maggiori responsabili insieme a Scajola del rientro del nucleare in Italia". "Pur non amando la retorica violentista - scrivono gli anarchici - con una certa gradevolezza abbiamo armato le nostre mani, con piacere abbiamo riempito il caricatore. Piombo nelle gambe per lasciare un imperituro ricordo di quello che e' un grigio assassino".
Adinolfi viene definito come colui che "non solo ha progettato o collaborato nella gestione delle centrali mortifere, ma ne ha promosso lo sfruttamento con L'Ansaldo tramando con i singoli governi". Secondo la Fai presto ci potrebbe essere una Fukushima europea. E di questo viene ritenuto colpevole anche Adinolfi. Con il ferimento del manager la Fai annuncia "una campagna di lotta contro Finmeccanica piovra assassina. Oggi l'Ansaldo nucleare, domani un altro dei suoi tentacoli, invitiamo tutti i gruppi e i singoli a colpire tale mostruosità con ogni mezzo necessario". "In linea di massima pare attendibile", ha detto della rivendicazione il procuratore di Genova, Michele Di Lecce: "dobbiamo ancora analizzarla a fondo ma e' strutturata". Della stessa idea gli analisti, secondo cui dal confronto con passati documenti dei Fai emergerebbe "un cambio abbastanza significativo". Nel frattempo, Adinolfi ha lasciato l'ospedale san Martino di Genova, dov'era ricoverato da lunedì: in sedia a rotelle, ma sorridente e apparentemente tranquillo, non ha rilasciato commenti.